PEDRALI - The Italian Essence

Think green: una rivoluzione sostenibile

06/10/2020

Think green: una rivoluzione sostenibile

Pedrali inaugura “Recycled grey”, le prime sedie realizzate in materiale plastico 100% riciclato

 

Un design sostenibile è l’atto finale di tutte quelle attività volte a migliorare l’impatto sull’ambiente. Deve essere in armonia con la natura minimizzandone l’impatto negativo, e caratterizzato da prodotti di qualità capaci di durare nel tempo, sia a livello di stile, sia a livello di performance, ponendo in primo piano la salute e il comfort delle persone.

Questa la filosofia perseguita da Pedrali che presenta le sue prime collezioni completamente realizzate in materiale plastico riciclato: una vera rivoluzione in grado di consentire all’azienda 100% Made in Italy di raggiungere un altro importante traguardo nel suo percorso a supporto della sostenibilità ambientale.

Un nuovo materiale composto per il 50% da scarto di materiale plastico post consumo e per il 50% da scarto di materiale plastico industriale.

Gli scarti di materiale plastico post consumo derivano da prodotti precedentemente utilizzati dai consumatori, come per esempio bottiglie in plastica o imballaggi alimentari, e sono il frutto di una corretta raccolta differenziata porta a porta. Quelli industriali provengono invece dalle lavorazioni industriali e rappresentano un tema già perseguito da Pedrali che, da sempre, reinserisce nel processo produttivo parte degli scarti interni delle proprie fabbriche. La componente industriale del nuovo materiale 100% riciclato proviene da scarti di materie plastiche, dai contenitori, dai film plastici. 

Il 50% di scarti post consumo rappresenta il limite massimo che permette a questo materiale di garantire al prodotto alti standard qualitativi in termini di resistenza e durabilità, considerato che Pedrali realizza prevalentemente arredi per il contract, sottoposti quindi ad un utilizzo massivo e prolungato.

Per comprovare queste proprietà, gli arredi realizzati con il nuovo materiale 100% riciclato vengono sottoposti a test di resistenza, devono dimostrare di sopportare senza conseguenze l’esposizione prolungata alla luce e temperature che vanno da +50° C a -10° C. È altresì necessario che le finiture antistatiche di cui sono provvisti siano semplici da pulire e manutenere, oltre che ottimali da igienizzare e disinfettare, tema particolarmente sentito soprattutto negli ultimi mesi.

I prodotti realizzati in questo nuovo materiale sostenibile hanno in comune il caratteristico colore grigio, una colorazione neutra scelta per rendere omogenee e celare le tradizionali imperfezioni proprie di un materiale riciclato. Si chiamano “recycled grey” e sono contrassegnati da una tampografia che riporta l’indicazione “100% recycled”, ad indicarne la connotazione spiccatamente “eco-friendly”.

Pedrali presenta quindi Remind “recycled grey”, disegnata da Eugeni Quitllet, una delle due novità in questo nuovo materiale. Odo Fioravanti disegna invece Babila XL, disponibile anche in “recycled grey.

Già in fase di progettazione, i designer pensano a prodotti in grado di soddisfare i criteri di comfort e avvolgenza, ma ottimizzando le risorse. Una seduta in materiale plastico pensata per il contract deve necessariamente essere leggera e facile da movimentare, ma estremamente resistente. È possibile realizzare una sedia leggera svuotandone i volumi, ricorrendo alla tecnica del gas air moulding, come in Remind. Per quanto riguarda invece Babila, vengono utilizzati spessori diversi di polipropilene, frutto di uno studio e di test eseguiti dall’azienda e dal designer. Combinare infine una scocca in materiale plastico con gambe in un materiale differente, come il legno oppure il metallo, contribuisce a garantire performance qualitative di alto livello.

La nuova Babila XL “recycled grey” è un prodotto 100% “green” perché, oltre ad avere una scocca realizzata interamente in plastica riciclata, può essere dotata di gambe in legno.

Al fine di proseguire il percorso aziendale a supporto della sostenibilità ambientale, i prodotti Pedrali realizzati in legno sono certificati FSC® C114358, garantendo così la provenienza della materia prima da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

A partire dal 2018 inoltre, per le collezioni in legno, vengono utilizzate vernici a base acqua composte per lo più da resine di origine vegetale. Realizzate con materiali rinnovabili derivanti da processi di raffinazione di sostanze vegetali di scarto, le vernici utilizzate da Pedrali garantiscono una drastica riduzione dei VOC (Volatile Organic Compounds), composti chimici contenuti nelle normali vernici che evaporano a temperatura ambiente e possono provocare gravi danni alla salute umana, oltre che contribuire all’inquinamento dell’aria.

Questo non fa che proseguire il percorso che Pedrali porta avanti da sempre. Prestare attenzione, già in fase progettuale, oltre che sia durante il processo produttivo, ai materiali utilizzati, all’ottimizzazione del consumo di materie prime e alla razionalizzazione delle risorse, oltre che al riuso e/o riciclo dei rifiuti e al controllo delle emissioni.

A dimostrare questo impegno verso un miglioramento continuo sono i notevoli investimenti aziendali in certificazioni di sistema e di prodotto. Tra le certificazioni di sistema spiccano la UNI EN ISO 9001:2015 per la qualità dei processi aziendali e la UNI EN ISO 14001:2015 per una produzione basata su una politica ambientale sostenibile, estese a tutti i processi produttivi.

L’azienda ha inoltre recentemente completato lo studio di Corporate Carbon Footprint che misura l’ammontare totale delle emissioni di gas ad effetto serra prodotte, direttamente e indirettamente, dalle attività svolte da un’organizzazione in un determinato intervallo temporale. “Analizzando quanta CO₂ emettiamo, riusciamo a sapere qual è l’impatto del nostro intero ciclo produttivo sull’ambiente. Questo ci permette di avere dati concreti per definire obiettivi di miglioramento continui, monitorabili e quindi raggiungibili.” dice Giuseppe Pedrali.

In un momento storico caratterizzato da una dirompente ed eccessiva massimizzazione delle risorse ambientali a disposizione, impegnarsi in una politica di responsabilità sociale non significa infatti solo incentrare la produzione e l’etica dei propri prodotti su scelte “green”, ma renderla una componente identitaria della propria cultura aziendale, oltre che un vero e proprio obiettivo di business a medio-lungo termine.